Tele Radio Monte Kronio (abbreviato in RMK), è una rete televisiva e radiofonica di Sciacca. L'emittente radiofonica nasce il 16 luglio 1976 per iniziativa di Gino Ciaccio, Aurelio Curreri, Enzo Gruppuso, Gaspare Gulino, Fino Montalbano, Carmelo Murmura, Gianni Piro, Giovanni Pocchi e Mario Raineri ed irradia i suoi programmi dai 102,62 MHz con un trasmettitore autocostruito. Nel 1979 viene confermata la prima sede in Via Boccone del Povero, 10. La sede si trova nella periferia della città, nella zona in prossimità della collina Monte San Calogero, chiamato anche Monte Kronio. Da questa ultima denominazione trarrà spunto invece quella del canale radio (Radio Monte Kronio, o RMK) e poi quello televisivo (Tele Radio Monte Kronio, o RMK TV). Alla fine degli anni '80 l'azienda si stabilisce nell'attuale sede in Via delle Dalie n. 23 (Quartiere Perriera).
I primi anni di attività di RMK TV sono caratterizzati da un palinsesto formato da film, telefilm, cartoni animati e produzioni locali di informazione, intrattenimento e giochi a premi tra i quali “La Pescaccia”, “Sbank”, “Pubblicitanto”, “Frizzante” (3 edizioni), “Che sma…nia” e i “Giochi d’estate 83”, una sorta di giochi senza frontiere trasmesso in diretta dall’Hotel Torre Macauda. Punto di forza degli anni 80 è lo sport. Una dinamica e competente redazione sportiva che, oltre alle telecronache di calcio, volley e basket, realizza specifiche trasmissioni di approfondimento sportivo quali “Vigilia sport”, “Dopo sport”, “A botta calda”. Per diversi anni trasmette in diretta la cronoscalata “Sciacca-Monte Kronio”, con l’utilizzo di diverse telecamere lungo il circuito automobilistico. Il 18 gennaio 1982 prende il via il notiziario denominato “Telesera” con due edizioni quotidiane alle ore 19.30 e 22.30. Successivamente diventa RMK-TV NOTIZIE e si arricchisce di due edizioni pomeridiane (ore 14.00 e 17.00) e di una edizione della notte (ore 24.00). Dal mese di ottobre 2004 prende il via anche un’edizione del mattino con un format a rotazione ogni 30 minuti dalle ore 7.00 alle ore 9.00. Da segnalare che la redazione giornalistica è formata principalmente da donne sicuramente un caso unico nelle tv locali italiane.
Gli indici di ascolto più elevati si registrano durante la trasmissione in diretta del Carnevale di Sciacca. Una vera e propria maratona televisiva che comincia alle ore 16.00 per finire intorno le 4 del mattino per alcuni giorni consecutivi. Altro punto di forza del carnevale è stata la trasmissione “Arriva la festa” andata avanti per ben 11 edizioni (dal 1985 al 1995). Un talk-show con anticipazioni, interviste ed esibizioni del carnevale saccense. Una trasmissione di intrattenimento dal titolo “Personaggi in cerca d’autore”, particolarmente apprezzata per l’originalità della formula, è portata alla ribalta nazionale da trasmissioni nazionali quali “Blob” e “Telesogni” su RAITRE.
Un’altra trasmissione di successo è “In cammino con Padre Pio” condotta da Toti Calafiore. Tele Radio Monte Kronio segue con particolare attenzione l’attività di diversi comuni trasmettendo in diretta i consigli comunali di Sciacca, Ribera, Menfi e Castelvetrano. Negli anni 90 RMK TV si è affiliata al circuito Italia 9 network, successivamente a Sat 2000 (Tv di ispirazione cristiana) e Magic TV (video musicali italiani ed internazionali). Attualmente, invece, l'emittente trasmette la trasmissione Salus Tv, programma di informazione scientifica e sanitaria prodotto da Adnkronos Salute, e il notiziario TG Ambiente, contenitore di notizie eco-ambientali dal mondo prodotto dall'agenzia DIRE.
RMK Tv, sul canale 80 del digitale terrestre, è sicuramente il canale televisivo siciliano più seguito dai riberesi, sia per i suoi telegiornali che parlano spesso di Ribera, sia per i talk show e gli spazi di approfondimento come “L'Ospite”, condotto da Maria Genuardi, e “Vesper”, condotto da Massimo D'Antoni. Proprio a D’Antoni, Presidente di RMK, il “Giornale Momenti” ha sottoposto le sue domande.
Dottor Massimo D’Antoni che significato personale e umano ha per lei celebrare i 50 anni di RMK?
«Si può dire che io abbia iniziato la mia vita di comunicatore proprio a RMK. Avevo appena 16 anni quando condussi il mio primo programma radiofonico. Da quel momento in avanti ho coniugato gli studi universitari con la passione per la musica. Poi quella per il giornalismo. Dopo la laurea sono stato assunto in pianta stabile. È stato grazie a RMK che sono diventato giornalista. È stata un’autentica scalata, per me, culminata con la responsabilità di essere oggi presidente della nostra azienda».
Guardando indietro al 1976, quali pensa siano stati gli elementi decisivi che hanno permesso a RMK di nascere e soprattutto di durare così a lungo?
«Sicuramente la grande dedizione e la professionalità che i fondatori di RMK profusero in questo loro progetto. Ciascuno di loro aveva un lavoro, la radio era un passatempo. Però rivolsero nei confronti di questa loro creatura il massimo dell'impegno, con gioia ma anche con tanta responsabilità. Quando le leggi hanno imposto ulteriori regole per le aziende televisive, eravamo già pronti ad affrontare tutte le novità. Perché le regole avevano rappresentato la strada prescelta sin dall'inizio».
In che modo RMK ha contribuito, secondo lei, alla crescita culturale e civile di Sciacca e del territorio negli ultimi cinquant’anni?
«Credo di potere dire che la nostra presenza continua sul territorio, attraverso il Telegiornale e tutti gli eventi più importanti che abbiamo seguito portandoli dentro le case della gente, abbiano reso la nostra gente più matura e attenta. Chi ci segue ci dice sempre che apprezza, in noi, lo scrupolo professionale e la massima attenzione a garantire la verità sostanziale dei fatti che raccontiamo. Naturalmente come tutti commettiamo degli errori. Ma quando succede non facciamo alcuna fatica a chiedere scusa al pubblico. Ecco: questo nostro atteggiamento si è sempre rivelato un importante indice di rispetto da parte della gente nei nostri confronti».
Quali sono stati i momenti più difficili nella storia dell’emittente e come siete riusciti a superarli?
«Di momenti difficili ce ne sono stati e ce ne saranno ancora, purtroppo. Sicuramente non dimenticheremo l'introduzione del primo digitale terrestre nel 2012, quando ci fu affidato il canale 115. Il ministero ci assegnò delle frequenze che poi però ci revocò, sostenendo che interferivano con le tv maltesi. Una vicenda per la quale lo Stato italiano era addirittura finito sotto procedura d'infrazione da parte dell'Unione Europea. Noi non avevamo alcuna colpa di quello che era successo. Poi per fortuna riuscimmo a trovare una soluzione e ad andare avanti».
Dal passaggio dalla radio alla televisione nel 1980, quanto è cambiato il modo di fare informazione e intrattenimento?
«Radio e televisione sono due strumenti straordinari, apparentemente complementari ma in realtà molto diversi. La radio si ascolta anche facendo dell'altro, la Tv ti entra letteralmente in casa. Noi abbiamo avuto sempre rispetto per chi accetta di sintonizzarsi sul nostro canale, attraverso un linguaggio appropriato e un'immagine decorosa. È evidente poi che fare un servizio giornalistico per la TV richiede uno sforzo tecnico superiore, perché dobbiamo corredarlo con le immagini».
RMK oggi è l’unica emittente televisiva sul digitale terrestre della provincia di Agrigento: che responsabilità comporta questo ruolo?
«La responsabilità di accreditarci su quelle aree della provincia che, per ovvie ragioni, non ci conoscevano o non ci seguivano prima. Il nuovo digitale terrestre, che ci ha visto assegnatari di concessione per fornitura di media televisivi, ci ha imposto di raggiungere 6 delle 9 province siciliane. Ma siamo una cooperativa, non siamo tantissimi e, dunque, è faticoso coprire capillarmente con un'informazione la più capillare possibile tutto questo vasto territorio. Ma ci proviamo. Agrigento non è solo la nostra provincia, ma un territorio che merita il massimo impegno. Essere oggi gli ultimi rimasti è una grande responsabilità. Stiamo cercando di onorarla al meglio delle nostre possibilità».
Quanto conta, ancora oggi, il rapporto diretto con il pubblico rispetto ai nuovi media digitali e ai social network?
«Abbiamo fatto tutti gli investimenti necessari per portare la nostra informazione e la nostra esperienza anche su internet con il nostro sito, che aggiorniamo quotidianamente, e sui social network. Su YouTube c'è un nostro canale con tutti i nostri servizi e le nostre produzioni. Riteniamo che i social siano uno strumento importante, ma purtroppo senza regole che garantiscano confronti civili e continenza verbale, con troppi utenti che utilizzano un linguaggio aggressivo e offensivo. Abbiamo così deciso di impedire i commenti sulle notizie e sui servizi che pubblichiamo. È, la nostra, una protesta civile. A pagarne le conseguenze purtroppo sono le persone perbene. Ma se ci scrivono in privato, accreditandosi (non certo attraverso profili fake), e dando un contributo di idee e commenti rispettosi, li pubblichiamo immediatamente».
Se dovesse scegliere un simbolo o un’immagine che rappresenta questi 50 anni, quale sarebbe e perché?
«Scelgo i nostri tecnici, operatori e registi, che ogni anno sfidano il freddo e la pioggia per portare nelle case delle persone il Carnevale di Sciacca. Che, se è cresciuto così tanto sul piano artistico e della qualità dello spettacolo, credo che un po' lo si debba anche alle tv di Sciacca, sia noi che TRS, che ne hanno garantito continuamente la promozione».
Qual è l’eredità più importante lasciata dai fondatori come Gino Ciaccio e dagli altri pionieri?
«Direi la serietà, il rigore e lo scrupolo. Dobbiamo tutto a Gino Ciaccio e a chi, con lui, condivise quest’avventura. Oggi RMK dà lavoro a 9 persone fisse, più i collaboratori esterni. Direi che a Gino Ciaccio dobbiamo anche il coraggio che abbiamo avuto a crederci con tutte le nostre forze. Glielo dico tutte le volte che lo incontro».
Guardando al futuro, come immagina RMK nei prossimi dieci o vent’anni? Qual è la sfida più grande che vi attende?
«Oltre che la necessità di crescere ancora, la nostra sfida più grande è quella di garantire continuità anche dopo che noi dovremo farci da parte per sopraggiunti limiti d'età. Ma i tempi sono cambiati. Io sono stato un ragazzo curiosissimo, appassionato di musica, di radio, di informazione. Ho fatto la mia gavetta qui, sbagliando e imparando. Oggi è tutto molto più complicato. C'è più attenzione ai nuovi media, questo è chiaro, la dimensione tecnologica degli smartphone assorbe l'interesse dei nostri giovani. Però la televisione ha ancora molta vita davanti a sé. Quella locale, poi, suscita tuttora grande interesse nella gente».
